Nella corsa all’implementazione di strumenti di IA nuovi e all’avanguardia, molte organizzazioni stanno trascurando una componente cruciale: le persone che li utilizzano.
Per ottenere il massimo dall’IA, i dipendenti devono prima essere in grado di interagire con essa. Questo concetto è ciò che chiamiamo “IA incentrata sull’uomo”: l’idea che l’IA dovrebbe essere un partner per i dipendenti, non un sostituto. Per comprendere meglio l’IA incentrata sull’uomo, il Work Innovation Lab di Asana ha intervistato oltre 4.500 persone in vari ruoli negli Stati Uniti e nel Regno Unito per vedere come le organizzazioni stanno affrontando l’adozione dell’IA.
I risultati mostrano che alcuni livelli organizzativi, come i dirigenti, interagiscono con l’IA più di altri. Ciò sottolinea la necessità di un approccio incentrato sull’essere umano per ridurre il divario di coinvolgimento e incoraggiare i dipendenti di tutti i livelli a collaborare con l’IA.
L’idea alla base dell’IA incentrata sull’uomo è semplice: la tecnologia dovrebbe migliorare, non sostituire, le capacità naturali delle persone. In questo modo, le organizzazioni possono utilizzare l’IA per aumentare le capacità umane innate. Quando le organizzazioni sostituiscono le persone con l’IA, ottengono risultati più deboli e producono un lavoro di valore inferiore. Ma quando le persone lavorano con l’IA, è vero l’esatto opposto. Di conseguenza, è possibile rafforzare il processo decisionale umano, arricchire le interazioni e ottenere risultati significativi.
Con la crescita dell’uso dell’IA, l’adozione di un approccio incentrato sull’essere umano diventerà particolarmente importante. L’IA incentrata sull’uomo crea un equilibrio: più le persone collaborano con l’IA, migliori saranno i risultati. E con risultati migliori, più persone utilizzeranno e si fideranno dell’IA.
La ricerca di The Work Innovation Lab mostra che i dirigenti sono in prima linea nell’adozione dell’IA, con oltre la metà (52%) che la utilizza su base settimanale, rispetto a solo il 36% della forza lavoro più ampia. Ciò indica che i leader sono più consapevoli di come l’IA può migliorare il processo decisionale e promuovere l’innovazione, ma altri livelli di ruolo sono in ritardo. Riformulando l’IA come un partner piuttosto che come un sostituto della creatività umana, i dirigenti possono incoraggiare ancora più dipendenti ad adottare l’IA.
I dipendenti stanno già trovando modi pratici per interagire con l’IA, e un approccio incentrato sull’essere umano può aiutare a espandere l’uso dell’IA per ottenere ulteriori aumenti di produttività. Secondo la nostra ricerca:
Il 30% dei dipendenti utilizza l’IA per l’analisi dei dati per creare moduli di approfondimenti attuabili.
Il 25% dei dipendenti sfrutta l’IA per gestire le attività amministrative, liberando tempo per un lavoro più strategico.
È necessario un approccio incentrato sull’essere umano affinché l’IA diventi un elemento fondamentale nelle operazioni organizzative. Promuovendo una relazione reciproca tra gli individui e l’IA, è possibile ottenere risultati migliori, incoraggiando una maggiore fiducia e un ulteriore utilizzo dell’IA tra la forza lavoro.
Mentre le organizzazioni integrano l’IA incentrata sull’essere umano nelle loro operazioni quotidiane, la ricerca di The Work Innovation Lab mostra che gli impatti si estendono al processo decisionale, alle interazioni con i clienti e all’efficienza operativa.
Miglioramento del processo decisionale: il 52% degli operatori della conoscenza considera l’IA un’influenza positiva sul proprio lavoro, indicando uno spostamento verso un processo decisionale più informato. Utilizzando l’IA per analizzare i dati, i dipendenti possono prendere decisioni più accurate e tempestive, che a loro volta possono portare a risultati aziendali migliori.
Miglioramento delle interazioni con i clienti: con il 36% degli operatori della conoscenza che utilizza l’IA settimanalmente, esiste un’opportunità significativa per migliorare le esperienze dei clienti. Ad esempio, l’IA può automatizzare le richieste di routine dei clienti, consentendo ai dipendenti umani di concentrarsi su interazioni più complesse e personalizzate. Questa attenzione porta a una maggiore soddisfazione del cliente e a relazioni più solide.
Maggiore efficienza: quasi un terzo (29%) dei dipendenti è preoccupato per la sostituzione del lavoro da parte dell’IA. Ciò evidenzia la necessità di discernere ciò che l’IA può automatizzare e ciò che richiede un tocco umano. Automatizzando le attività ripetitive, l’IA consente ai dipendenti di concentrarsi sugli aspetti più strategici e creativi del loro ruolo. Ciò porta a una maggiore efficienza e soddisfazione sul lavoro.
L’IA incentrata sull’essere umano promuove un ambiente collaborativo in cui gli esseri umani e l’IA lavorano insieme verso obiettivi condivisi. Sottolinea l’uso etico dell’IA, promuovendo la fiducia e la trasparenza nelle interazioni digitali.
Il percorso verso l’IA incentrata sull’uomo è un’impresa collettiva, che richiede un approccio equilibrato alla tecnologia e una comprensione più profonda dei valori e delle esigenze umane. Man mano che le organizzazioni avanzano in questa era digitale, il radicamento delle strategie di IA in principi incentrati sull’uomo favorirà interazioni significative e spingerà le aziende verso un futuro più innovativo.
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