L’intelligenza artificiale non è solo una tendenza, è un must per stare al passo con la concorrenza. Ma mentre il 36% degli operatori della conoscenza utilizza già l’IA almeno una volta alla settimana, i team di marketing stanno ancora lasciando molti vantaggi dell’IA sul tavolo. Questo risultato è sorprendente, ma è anche risolvibile. La ricerca di The Work Innovation Lab, un think tank di Asana, ci mostra perché i marketer sono titubanti e come i leader possono trasformare questo scetticismo in entusiasmo.
Il Work Innovation Lab ha intervistato oltre 4.500 collaboratori individuali, manager di medio e alto livello e dirigenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito per scoprire come le aziende possono ottenere risultati reali con l’IA. Da questa ricerca è emersa una tendenza sorprendente: i professionisti del marketing sono scettici e riluttanti ad adottare l’IA, soprattutto rispetto ai reparti operativi e IT.
Storicamente, i professionisti del marketing sono stati i primi ad adottare la tecnologia, abbracciando innovazioni come piattaforme di social media, sistemi CRM e strumenti di analisi dei dati. Ma l’IA è diversa. Ecco alcuni dei dati più sorprendenti che The Work Innovation Lab ha trovato nella sua ricerca:
Ritardo nell’adozione dell’IA: solo il 49% dei professionisti del marketing sfrutta l’IA per le attività amministrative, indicando potenziali lacune nelle competenze o la mancanza di strumenti di IA su misura per le loro esigenze specifiche.
Esitazione con l’IA nel servizio clienti: meno della metà (47%) dei marketer approva il ruolo dell’IA nel servizio clienti, sottolineando la preferenza per punti di contatto umani autentici.
Riluttanza a lasciare che sia l’IA a decidere: solo il 29% dei professionisti del marketing si sente a proprio agio nel lasciare che l’IA prenda decisioni, evidenziando la propria fiducia nell’intuizione e nella discrezione umane.
Paura dell’etichetta di “pigri”: circa il 31% dei marketer è preoccupato di essere etichettato come “pigro” per l’utilizzo dell’IA, una preoccupazione più diffusa in questo gruppo rispetto ad altri reparti.
Queste statistiche hanno più senso se si considera la natura del marketing, che si concentra su tratti umani come l’empatia, l’arte e l’intuizione. Per questo motivo, l’IA sfida l’identità dei professionisti del marketing più profondamente rispetto ai dipendenti in discipline più tecniche.
Ma l’IA non è il nemico: è uno strumento che può aiutare i professionisti del marketing a essere più creativi. Ecco alcuni punti chiave supportati dalla ricerca per aiutare i leader di marketing a sbloccare questo potenziale.
Dai priorità alla formazione sull’IA: solo il 24% dei marketer ritiene di aver ricevuto una formazione sufficiente sull’IA. Valuta la possibilità di organizzare sessioni di formazione specializzate come “Fondamenti di IA per i marketer” per soddisfare le esigenze di coloro che non hanno un background tecnico.
Riposizionare l’IA come partner creativo: cambia la percezione dell’IA da potenziale concorrente ad alleato collaborativo. Evidenzia come l’IA può setacciare grandi set di dati, aiutare a personalizzare le esperienze dei clienti e automatizzare le attività ordinarie.
Promuovi l’esplorazione pratica dell’IA: coinvolgi i professionisti del marketing con strumenti di IA in workshop interattivi che utilizzano dati di campagne reali. Potresti anche prendere in considerazione l’avvio di un esperimento “AI Brain Boost”, come quello condotto dal team di marketing di Asana.
Promuovi il mentoring tra colleghi: abbina i marketer che hanno meno familiarità con la tecnologia a colleghi che hanno una forte comprensione dell'IA, facilitando esperienze di apprendimento personalizzate.
Effettua aggiornamenti regolari sull’IA: pianifica riunioni mensili o trimestrali per affrontare le sfide, raccogliere feedback e informare i marketer sugli ultimi progressi negli strumenti e nelle funzionalità dell’IA.
Il marketing è solo un tassello del puzzle. Scarica il resoconto completo per ulteriori approfondimenti su come i leader possono affrontare il mutevole panorama dell’IA, comprese le strategie per la selezione dei fornitori e i punti chiave per i reparti marketing, IT e operazioni.
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